Fiori della mia infanzia
Crescevano silenziosi, i narcisi,
tra il muschio e le foglie umide del bosco,
sul sentiero che univa due mondi,
tra le colline che sfiorano il Lago.
Danzavano al vento con grazia dorata,
candide corone e cuori di sole,
specchi di un tempo che ancora mi chiama,
eco lontano di passi leggeri.
E i tulipani, timidi ma fieri,
sfiorano l’aria come labbra socchiuse,
sussurrano storie di attese e speranze,
di primavere che tornano sempre.
Fiori della mia infanzia,
siete ancora lì, tra sogno e ricordo,
custodi gentili di giorni passati.
Petali sparsi sul filo del cuore.

Mi racconto attraverso i fiori della mia infanzia.
Con questo testo voglio evocare il senso di nostalgia e dolce ricordo, attraverso l’immagine vivida di fiori selvatici in un paesaggio naturale. Centrale per me è il legame tra la natura, l’infanzia e la memoria.
Tre brevi strofe di versi liberi, che sono fluite dentro me con un ritmo delicato e musicale. Il linguaggio che uso è semplice , evocativo, ricco di immagini sensoriali: i narcisi “danzano al vento”, i tulipani “sfiorano l’aria come labbra socchiuse”. L’utilizzo di figure retoriche, come la personificazione dei fiori, contribuiscono a creare un’atmosfera incantata e sognante.
I narcisi, con le loro “candide corone e cuori di sole”, simboleggiano la purezza e la gioia dell’infanzia, mentre i tulipani, “timidi ma fieri”, rappresentano la speranza e la bellezza che rinasce con la primavera. Il bosco, con il suo “muschio e foglie umide”, è il luogo della memoria, uno spazio dove il tempo sembra sospeso.
Questa poesia ha un tono malinconico ma dolce, pregna di un sentimento di perdita e di desiderio di ritorno al passato. I fiori diventano “custodi gentili di giorni passati”, simboli di un tempo felice che continua a vivere nel mio cuore. L’immagine finale dei “petali sparsi sul filo del cuore” sottolinea la fragilità e la preziosità dei ricordi, che rimangono impressi nell’anima come tracce indelebili.





